sabato 17 novembre 2007
Nei boschi eterni
Nei boschi eterni
(orig. Dans les bois éternels)
Fred Vargas
ISBN 978-88-06-18664-7


Un nuovo, apparentemente difficile, complicato caso per il commissario Adamsberg: chi è l'assassino (o forse è improprio l'uso del maschile?) che sembra far rivivere, con efferata crudeltà e raziocinio, antichi riti medievali?
Un uomo del Béarn, duro e passionale, che indaga non in linea retta, ma "preferisce procedere a zigzag", aiutato e sostenuto dai suoi comprimari, diversissimi ma fondamentali per scoprire l'autore di crimini tanto efferati.

Nella quotidianità di Parigi e della provicia francese si susseguono orribili delitti che ricalcano fedelmente i passi descritti in un prezioso manoscritto medievale: si uccidono cervi nei boschi della Normandia e se ne estraggono i cuori, cadaveri di giovani vergini sono profanati per estrarne parti necessarie alla preparazione di oscure pozioni magiche che possono garantire la vita eterna. Dietro questi orribili macchinazioni, c'è la mente e la mano di un uomo assetato di vendetta o lo spirito di una monaca del Settecento, orrendamente trucidata secoli fa e che cerca pace eterna?

Di indizi la strada di Adamsberg è disseminata: la verità e la soluzione del caso, sono sempre davanti ai suoi occhi: spesso è una verità scomoda, dolorosa, che si preferisce non affrontare. Ma è lì, che bussa insistentemente alla porta dell'ufficio del commissario.

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posted by Gigi at 13:52 | 3 comments
lunedì 29 ottobre 2007
Piattaforma
Piattaforma - nel centro del mondo
(orig. Plateforme)
Michel Houellebecq
ISBN 88-452-5407-0

"Ho conosciuto l'odio, il disprezzo, la decrepitezza e varie altre cose; ho conosciuto anche qualche breve istante d'amore. Di me non sopravviverà nulla, e non merito che qualcosa mi sopravviva; sarò stato un individuo mediocre, sotto tutti gli aspetti."
A questa conclusione giunge Michel, in Thailandia, dopo aver vissuto una sconvolgente esperienza che gli ha cambiato radicalmente l'esistenza. Michel è (o era) un quarantenne parigino, dipendente pubblico, svogliato, apatico e senza spirito. Single, cerca(va) piacere soltanto con prostitute, meglio se asiatiche, più disponibili, libertine e capaci di soddisfare ogni desiderio. Un uomo che, come il man descending descritto dal canadese Guy Vanderhaeghe, vive per inerzia e inizia la sua inarrestabile discesa. Fino all'incontro con la giovane e disinibita Valérie.

Con Valérie, conosciuta durante un viaggio organizzato in Thailandia, inizia un'intensa storia di amore, sostenuto da un'eccezionale intesa sessuale: una passione vera, totalizzante, che smuove Michel dal suo immobilismo. Si buttano, con il capo di lei, in un'attività imprenditoriale nuova ed ardita, anche per la Francia moderna: creare una rete mondiale di villaggi turistici in cui la prostituzione e lo sfruttamento delle donne - comprese le minorenni - locali per soddisfare i turisti occidentali sia legalizzato e, anzi, incentivato. Sarà un successo commerciale, ma che porterà a conseguenze ineluttabili e di portata più grande di loro.

Cinico come sempre, Houellebecq descrive una parabola a doppio senso: quella, quasi una funzione matematica, di un uomo e quella, meno prosaica, di una società basata sul consumismo, la sete di sesso, la noia, l'assuefazione e sul denaro.

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posted by Gigi at 19:45 | 0 comments
mercoledì 24 ottobre 2007
Pyongyang
Pyongyang
Guy Delisle
ISBN 88-89674-10-5

Tanto semplice da sembrare paradossale. Risultato di un reportage autentico nella misteriosa capitale della Corea del Nord, di proposito chiusa al mondo, a Internet, alla comunicazione, alla vita. Da parte di Desisle, fumettista québecois in trasferta in quel di Pyongyang per due mesi, il tempo necessario per una toccata e fuga nordcoreana. Dove non possono le parole, riescono bene e forse anche meglio le immagini: più dirette, incisive, violente talvolta; non a caso Pyongyang è un graphic novel, perfetto per rappresentare visivamente una società irreale, paradossale, grottesca, un "Jurassic Park comunista", a voler citare Rampini. Il romanzo grafico - pur con il tratto sicuro e deciso di Desisle - non lascia speranza di redenzione: nessun occidentale può visitare la città se non accompagnato da guida e interprete, nessun occidentale può evitare di portar in dono la propria presenza e il proprio omaggio al Presidente Eterno, quel Kim iL-Sung rimasto tale anche dopo la morte sopraggiunta nel 1994.

George Orwell immaginò una società oppressa da un controllo totale e totalitario nel suo capolavoro 1984: la Corea del Nord, finché resterà un paradiso tanto grottesco e violento quanto naif sotto il controllo diretto e irremovibile di Kim Jong-il, alimentato dalle idee del Juche (l'autosufficienza, ideologia ufficiale del regime, elaborata ad hoc per il popolo nordcoreano onde colmare le lacune del marxismo-leninismo e del maoismo), continuerà ad esserne la rappresentazione non più fantascientifica.

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posted by Gigi at 23:38 | 0 comments
Le particelle elementari
Le particelle elementari ( Les Particules élémentaires)
Michel Houellebecq
ISBN 88-452-4098-0

Questo romanzo è esplicitamente dedicato all'uomo, com'è dichiarato dall'autore al termine dell'opera: agli appartenenti di quella umanità che le vicende del XX secolo hanno coinvolto e dalle quali è indissolubilmente rimasta segnata. Non si vuole fornire una verità, nè indirizzare i lettori verso una comprensione delle vicende storico-sociali del secolo passato, ma semplicemente raccontare una storia, quella dell'uomo, secondo differenti punti di vista. O meglio, tramite due sole prospettive, antitetiche. Leggendo Le particelle elementari, non si può far a meno di notare che si tratta di un chiaro ammonimento verso un moderno "carpe diem", verso la capacità e la necessità dell'uomo di cogliere e vivere l'attimo per quello che è, di godere di ogni istante e di ciò che la vita offre quotidianamente in maniera sincera e totale. Non si deve tendere alla felicità, ma alla serenità piuttosto, ad una serie continua di piccole felicità interrotte e brevi.

Il finale stesso del romanzo è talmente tragico che volutamente rasenta il paradossale: tutte le esistenze coinvolte non possono concludersi nel modo cinico che Houellebecq propone: la morte sembra l'unica soluzione a tutte le pene (e alle gioie) della vita e sappiamo bene che così, in realtà, non può essere. Accanto ad una scrittura rapida, fluida, anche piacevole, lo scrittore dà sfoggio di nozionismo tecnico-storico-socio-scientifico, ma per fortuna non fine a se stesso. Crea nel lettore un effetto di straniamento pseudo-brechtiano che ci porta al distacco momentaneo dalla vicenda, permettendoci di capire che non si sta vivendo con il cuore, bensì o con il cervello o secondo l'istinto (Michel, il fratello sessuofobo e cerebrale VS Bruno, sessuomane ed erotomane). Ed è soltanto il cuore che indirizza l'uomo verso il godimento totale della propria vita.

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posted by Gigi at 23:20 | 0 comments