domenica 11 novembre 2007
Ti trovo un po' pallida
Ti trovo un po' pallida
Carlo Fruttero
ISBN 978-88-04-57024-0

Ti trovo un po' pallida era stato in origine concepito come racconto per intrattenere i lettori de L'espresso durante l'estate del 1979: scritto solo da Fruttero, presentava all'epoca della sua pubblicazione il "marchio di fabbrica" Fruttero&Lucentini, quasi per non interrompere una fruttifera collaborazione e per non disorientare, eufemisticamente, i lettori affezionati.
Tra le ville della Maremma e delle colline senesi, in una Toscana esclusiva e molto alto-borghese, si svolge una storia misteriosa: Gea, la protagonista del racconto, è ossessianata da un vero e proprio tarlo, convinta di essersi dimenticata qualcosa e non c'è verso che riesca a ricordare che cosa. Nel suo lungo e articolato monologo interiore, seguiamo tutti gli spostamenti di Gea nella calda e raffinata estate toscana: è questa, pensiamo, la chiave di volta per scoprire il mistero. La storia è disseminata di tutti quegli indizi, all'inizio non evidenti, che alla fine serviranno a ricostruire la vicenda, in modo molto condensato per evitare di perdersi in particolari inutili.

Sullo sfondo gli amici, eclettici e sofisticati: pur stilizzati, tramite un uso sapiente dei dialoghi, i personaggi diventano credibili e sono dipinti in modo pittoresco e gradevole, con uno stile chiaramente ironico e distaccato.
Ti trovo un po' pallida è una ghost story atipica: anche se non sono presenti gli ingredienti fondamentali del genere tipico della cultura anglosassone, l'intreccio e l'ambientazione sono perfettamente adattati alla nostra cultura, tanto da rendere tutta la storia concepibile per il contesto italiano e darle un tocco di estrema originalità e suspence gotica.

Etichette:

 
posted by Gigi at 12:47 | 0 comments
giovedì 8 novembre 2007
La vampa d'agosto
La vampa d'agosto
Andrea Camilleri
ISBN 88-389-2144-X

È in un'afosa estate siciliana che si dipana la trama oscura de La vampa d'agosto: Livia, l'eterna fidanzata di Salvo Montalbano, decide di trascorrere due settimane con una coppia di amici in Sicilia e lo incarica di trovare una villetta da prendere in affitto. L'unica sistemazione disponibile, in pieno agosto e senza preavviso, è una costruzione isolata, poco distante dal mare, ma che nasconde un segreto. Un vero e proprio ipogeo, la cui scoperta fortuita sarà la chiave di volta per risolvere uno dei casi polizieschi più intriganti di Montalbano, in un confuso gioco di specchi, di parallelismi, di doppi e di opposti.

Il mondo si può idealmente dividere in due gruppi: chi ama il commissario Montalbano e chi no. Con Camilleri non esistono mezze misure; il suo personaggio più riuscito, (anti)eroe dei suoi romanzi polizieschi più grotteschi, divertenti ed emozionanti, è sopra le righe, violento, manca spesso di tatto, incarna tutti gli stereotipi del vero maschio siciliano, possessivo, focoso, amante delle donne e della buona tavola, nonostante inizi a sentire, con una nota di rammarico, la (sua) età avanzare senza tregua: "E lui, vecchio, allucinato dalla billizza e perso darrè a quella giovintù che l'imbriacava, c'era caduto, a cinquantacinco anni sonati, come un picciliddro."
I romanzi di Camilleri li si può soltanto leggere tutti d'un fiato, con il suo stile riconoscibile, questo pastiche di italiano e gergalità dialettale, che sa trascinarti, volente o nolente, tra i vicoli di Montelusa, la gente di Vigata e la spiaggia di Marinella.

Etichette:

 
posted by Gigi at 20:19 | 0 comments
domenica 4 novembre 2007
Con le peggiori intenzioni
Con le peggiori intenzioni
Alessandro Piperno
ISBN 88-04-55269-7

Finora l'unico romanzo di Alessandro Piperno sul mercato, l'unico romanzo che descriva così sarcasticamente, in profondità e con l'acume alla Saul Bellow, le vicende di tre generazioni di un'importante famiglia ebraica romana nel corso del Novecento. Sullo sfondo della Roma bene, tra i Parioli, l'Olgiata e il centro, si dipanano gli intrecci della famiglia Sonnino, dal nonno Bepy, ultimo esponente di un'orgogliosa e possente ebraicità, fisico, carnale, che sovverte cliché e stereotipi, al figlio albino, idealista e gracile, fino a Daniel, il nipote che, feticista dei collant e delle calze da donna, narra nel romanzo la sua storia, "la storia della mia fine. Della mia fallita rivoluzione. Delle mie dimissioni da figlio di papà. Questa è la storia del secondo ebreo giustamente crocifisso da un'oligarchia di romani".

Tra decine di feste eleganti e sofisticate, parvenu e ultimi rampolli imberbi, l'alta borghesia romana nasconde intrecci, tradimenti, delusioni, storie torbide di sesso, violenze, perversioni: con uno stile inconfondibile, abile, veloce, erudito e sottilmente ironico, Piperno dà una fotografia inquietante di tre generazioni che si fondono e si confondono nel dorato paradiso dei Sonnino, dei Cittadini, dei Ruben, dei Paciotti... È uno spettacolare caleidoscopio di figure ciniche, superficiali, arroganti, deboli e impotenti, che si muovono tra le parole dirette e intense di una rivelazione letteraria che ha scatenato polemiche e alimentato critiche.

Etichette:

 
posted by Gigi at 09:58 | 0 comments
sabato 3 novembre 2007
E' una vita che ti aspetto
È una vita che ti aspetto
Fabio Volo
ISBN 88-04-53360-9

Vedo il (di già?) secondo romanzo di Fabio Volo nello scaffale di una libreria mantovana e mi chiedo, ma lui non faceva il vj o il presentatore o l'attore o il panettiere o che altro? Si mette anche a fare lo scrittore, adesso? Lo compro, inizio a leggere con curiosità, forse più per sfida, È una vita che ti aspetto e mi ricredo, mi perdo nella storia di "Francesco che non era felice e invece poi sì". È un romanzo bello, sì, da leggere tutto d'un fiato, senza riflettere, senza pensarci, di cui assaporare ogni parola.

Non è tanto diverso da tutti noi, Francesco: è "normale", poco più che trentenne, un lavoro che prima gli piaceva e lo entusiasmava e adesso no, qualche storiella di amore-sesso qua e là, ma niente di davvero serio, i genitori, la sera con gli amici, le riflessioni ipocondriache sulla vita e l'esistenza. Ma cambia tutto. Cambia con Ilaria, la fioraia che era una vita che l'aspettava, che lo colpisce, lo affascina, gli dà quella spinta a lasciare, cambiare, prendere una nuova via. Via il lavoro, iniziando a vivere non in funzione del fine settimana e a contare tutti i giorni, uno per uno, in un angoscioso countdown, fino all'arrivo del weekend per sentirsi finalmente liberi, ma godendo di ogni giorno per quel dono prezioso che è.

Etichette:

 
posted by Gigi at 22:47 | 0 comments
mercoledì 31 ottobre 2007
Jack Frusciante è uscito dal gruppo
Jack Frusciante è uscito dal gruppo
Enrico Brizzi
ISBN 88-04-41995-4

Il romanzo culto di quando avevo sedici anni: se avessi dieci anni di meno lo rileggerei ancora tutto di fila, senza staccare il naso dalle pagine scritte fitte fitte dei pensieri di Alex, che "comunque no, non piange mica. E poi è un Girardengo, kazzo...", se fosse ancora quell'estate del novantasei, lo rileggerei e mi emozionerei ancora, allo stesso modo.

Jack (John) Frusciante, al top del successo come chitarrista con i RHCP, decide di andarsene e di lasciare la band.
Alex, il "vecchio Alex", se lo chiede il perché. E anche lui è un adolescente come tanti in una Bologna come tante, uno studente distratto ma che per lui la scuola non è certo la vita, preso com'è con le sue storie con Depression Tony e Helios Nardini. Che il liceo Caimani non è mica tutto. Tra musica, pensieri, libri e in bici giù lungo la Saragozza avenue il "vecchio Alex" si scontra con Aidi, l'Adelaide che con lui una storia seria non può averla se tra pochi mesi parte per l'America a studiare un anno laggiù. Sesso niente, ma neanche baci. No è meglio così è quasi platonico, soli lì abbracciati sul prato in un giorno di maggio, sui colli, ma Aidi è tutto per il "vecchio Alex". Aidi gli cambia la vita, kazzo...
Gliela cambia anche Martino, ma questa è un'altra storia... l'unica volta che ha pianto con Aidi è stata quando è morto Martino.

Etichette:

 
posted by Gigi at 19:21 | 0 comments
mercoledì 24 ottobre 2007
La verità bugiarda
La verità bugiarda
Raul Montanari
ISBN 88-8490-684-9

Un traduttore italo-tedesco ventottenne si trasferisce in città per lavorare in una piccola casa editrice, e l’incontro con la padrona di casa dell’appartamento preso in affitto, con i figli di lei e con gli altri vicini gli cambierà inesorabilmente il corso della vita, sullo sfondo di truci delitti non ancora chiariti e la realizzazione di un omicidio fantapolitico. Pur con il suo stile inconfondibile, La verità bugiarda ha qualcosa di diverso rispetto a Chiudi gli occhi, successo editoriale di Raul Montanari. Quanti si sono lasciati affascinare dal precedente romanzo, scopriranno infatti che, sebbene la scrittura sia fluida e eccezionalmente scorrevole, non riusciranno a identificarsi completamente con nessuno dei personaggi di questo romanzo, diversamente da quanto può facilmente verificarsi con Mauro, Andrea o Dora.

Le pagine di un Montanari maturo, consapevole prima di tutto di essere artista e di scrivere letteratura di alta qualità, si trasformano velocemente in un’esplicita riflessione metanarrativa. Chris, il protagonista, coscientemente si trova a barcollare in una vita che prima era un “banale romanzo psicologico, con risvolti da romanzo sociale”, fino a incontrare “personaggi da commedia”, per sfociare in quello che alla fine era diventata: un “Krimi”, termine che in tedesco indica un ibrido tra thriller e romanzo giallo. Le vicende, le emozioni, le morti, gli omicidi sono tutti elementi di questo grande romanzo che Montanari scrive, i personaggi vivono e di cui i lettori diventano spettatori, ma esterni.

Montanari ricorda che, tramite improvvise interruzioni postmoderne dal sapore brechtiano tratte da un romanzo nel romanzo, i lettori sono spettatori distaccati di un grande spettacolo e che i personaggi della sua storia sono prima di tutto personaggi di carta (come direbbe Barthes) e che la vita è altro. Quello che in La verità bugiarda si legge è letteratura, ottima davvero, ma in fondo soltanto un “Krimi”.

Etichette:

 
posted by Gigi at 21:24 | 0 comments